L’aprirsi di quella porta pare come il sorgere del sole, al cambio di stagione, quando i passeri cantano, i fiori sbocciano e le piogge si fanno tiepide.
La luce tinge i paesaggi d’una tinta purporea, dove tutto prende vita; persino le ombre danzano, quando fino a poco prima erano immobili.
Tale è il tuo arrivo su questa terra, sul mio corpo, che quasi brucia trafitto dai quei raggi di sole in questa buia stanza piena del mio dolore.
In quella stanza buia dove io mi nascondo, da quella luce di passione che arde, che porta dolore e tristezza su quel mio viso segnato da fiumi di lacrime, come roccia erosa.
Temo quella luce d’amore, non perché la odio, ma perché mi fa paura… paura di ricordare cose a cui non so dare definizione:
l’amore.